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Disforia di genere: facciamo chiarezza

La disforia di genere è uno tra gli argomenti più attuali ma di cosa si tratta?

Prima di parlare di disforia di genere è importante tenere presente che l’identità sessuale si forma dall’interazione tra diversi elementi come l’identità di genere, il sesso che si ha dalla nascita ed il proprio orientamento. Quando si ha la disforia l’individuo ha una completa disarmonia tra quelli che sono gli aspetti biologici e quelli di genere andando a non rientrare più nella classificazione tradizionale di genere.

La disforia di genere si può palesare principalmente in tre modalità differenti che però sottendono il passaggio di un individuo dal proprio sesso biologico e quello a cui si è orientato. Sono quindi tre le classificazioni che devono essere prese in considerazione: il MtF, Male to Female, ed indica un individuo che ha cominciato o non ha ancora completato il passaggio da maschio a femmina, il FtM, Female to Male, che indica il passaggio da Femmina a Maschio ma che ancora non ha completato il passaggio ed infine Transgender che indicano gli individui che non appartengono a nessuno degli esempi prima citati. Sebbene la disforia di genere sia considerata un disturbo dal 2022 ciò cambierà. Secondo l’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, essendo un termine abbastanza discriminatorio si è deciso di non inserirlo più tra le malattie mentali indicando con il termine più generale di incongruenza di genere.

La disforia di genere è una condizione molto particolare che dev’essere presa con la massima attenzione poiché, una volta effettuato il passaggio, non ci potrà essere un ritorno indietro quindi è bene che questo processo non sia preso con leggerezza ma con la dovuta attenzione.